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Alma Mater, aperta la strada dell'ibernazione umana

Pubblicato il: 10-02-2020


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Sono stati compiuti proprio in Italia i primi passi avanti nello studio della pratica dell'ibernazione. Non si tratta più infatti di fantascienza, ma di risultati scientifici, pubblicati di recente sulla prestigiosa rivista "Journal of Neuroscience" da una equipe di docenti e ricercatori appartenenti all'ateo bolognese Alma Mater.
Se un giorno riuscirà a ibernare l'uomo lo deve a una biscia. Era estate e Matteo Cerri, ricercatore di Fisiologia all'Università di Bologna, la osservò. «Solo alcuni rettili non riescono a mantenere la temperatura corporea come l'uomo e la biscia era una di questi. Perché? Ho cominciato da una biscia...».
Trentanove anni, allievi sparsi per il mondo e un ratto in laboratorio, anchilosato. Ma Cerri, insieme otto fisiologi guidati da Giovanni Zamboni, è l'unico al mondo che finora sia riuscito a ibernare un mammifero, un ratto, di grosse dimensioni aprendo di fatto le strade dell'imponderabile.
"Ma si arriverà a ibernare l'uomo? In un lungo periodo dal punto di vista teorico non ci sono ostacoli, ma non siamo all'alba dei viaggi interstellari", commenta Matteo Cerri, ideatore della ricerca, rientrato da Portland dopo il post-dottorato. "E' chiaro che si apre un campo inesplorato e la giustificazione etica non sarà facile: nessuno l'ha mai fatto". Tra i co-autori della ricerca altri tre nomi: Domenico Tupone, Marco Mastrotto e Davide Martelli. Ma in questo momento sono in Usa e in Australia. E non a caso. "Il futuro accademico dei giovani ricercatori in Italia è al momento inesistente, così come è difficile avere fondi adeguati per la ricerca scientifica", osserva Matteo Cerri.
Ne parliamo con il nostro illustre Prof. Zichicchiri, buon divertimento!

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