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La storia della bicicletta

Pubblicato il: 25-11-2019


Si racconta che il Conte Mede de Sivrac avesse sviluppato un veicolo a due ruote, chiamato celerifero nel 1791, di cui diede dimostrazione al Palais Royal a Parigi. Il celerifero aveva due ruote fissate su un telaio di legno ed era privo di sterzo, con il controllo della direzione limitato a ciò che era ottenibile dall'inclinazione del corpo. Il conducente sedeva a cavalcioni della macchina e si spingeva in avanti con l'uso alternato dei piedi, camminando perciò da seduto. Questi veicoli erano considerati però solo come dei passatempi alla moda più che dei mezzi di trasporto. Sembra piuttosto che questa storia sia stata creata dallo storico Baudry de Saunier nel 1891 e da allora ripresa erroneamente da altri autori.
Rivendicazioni più datate fanno risalire l'invenzione della bicicletta ad un disegno preciso del mezzo trovato all'interno del Codice Atlantico di Leonardo da Vinci, nel foglio 133v e accompagnato da altre tavole raffiguranti congegni meccanici, come provato dal professore Augusto Marinoni, massima autorità italiana su Leonardo da Vinci e ad oggi, sebbene messo in dubbio dalla critica, mai smentito dagli studiosi, ma anche ad una illustrazione scoperta su una finestra di una chiesa del paese di Stoke Poges (Backinghamshire, Inghilterra) installata nel XVI secolo e raffigurante un angelo sopra un attrezzo che è stato riconosciuto da alcuni come prototipo del modello hobby horse. Invece si ritiene più probabile considerarlo un congegno ad una sola ruota che spesso si associava, nell'iconografia medievale, a cherubini e serafini.
Ne parliamo con il nostro illustrissimo Prof. Zichicchiri.

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