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Tav, si fa non si fa? Il progetto rimane ostaggio elezioni Ue

Pubblicato il: 12-03-2019


Da Finanza:
La crisi di governo sarà stata anche sventata, ma gli italiani in queste ore hanno poca chiarezza su cosa accadrà alla Tav.

Anche perché, a fronte di un Luigi Di Maio trionfante, c'è un Matteo Salvini che afferma che l'opera non è stata bloccata, e che dunque si andrà avanti. Il Messaggero riporta le parole del vicepremier, leader della Lega e ministro dell'Interno: "Mi sembra che l'opera non sia stata bloccata. Conte non potrà bloccarla, le procedure vanno avanti, e i bandi o come li vogliamo chiamare non si possono fermare con una lettera. Ma soltanto tramite un voto del Parlamento, visto che si parla di un trattato internazionale, o con un atto del Consiglio dei ministri".

L'attenzione è soprattutto su questa frase: i bandi non si possono bloccare se non con un voto del Parlamento o un atto del Consiglio dei ministri. L'auspicio arriva anche da un altro leghista, con il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giancarlo Giorgetti che sottolinea che l'ultima parola spetta al Parlamento.

A Mezz'ora in più, Giorgetti rende noto che oggi partiranno gli "avis de marchés", ovvero gli "inviti a presentare la candidatura" per i primi tre lotti, in territorio francese, per scavare 45 chilometri del tunnel di base della Tav.

Bandi che, spiega Il Sole 24, "entro sei mesi saranno revocabili. Una mossa - giocata sul piano giuridico e lessicale - che evita, per ora, la crisi di governo perché permette sia alla Lega che al M5s di cantare vittoria. «I bandi partono», dice il partito di Matteo Salvini. «Partiranno tra sei mesi solo se ci sarà l'ok italiano a un'opera in toto ridiscussa», ribattono dal Movimento di Luigi Di Maio.

In ogni caso sulla Tav Giorgetti puntualizza: «Ricordatevi che per fermare definitivamente la Tav occorre un passaggio parlamentare perché si tratta di un Trattato internazionale approvato dal Parlamento e né Conte né il Cdm può prendere decisioni sopra il Parlamento» ha affermato.
Dal canto suo, il ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture Danilo Toninelli non ha alcun timore: "Non sono preoccupato: troveremo una sintesi con la Lega, che ha accettato la nostra impostazione", afferma in un'intervista rilasciata al Fatto Quotidiano. E, riguardo alle gare Telt, in questo modo -spiega - "abbiamo più tempo per ridiscutere gli accordi con Francia e Ue E se non facciamo gli appalti non rischiamo penali".

Toninelli aggiunge: "Se siamo arrivati al rinvio dei bandi, è anche grazie all'istruttoria che ho condotto in questi mesi". E, in merito alle voci che parlano di sue possibili dimissioni, con la Lega - magari proprio dopo le elezioni europee - che si 'appropria' del suo ministero, Toninelli ammette:
Ne parliamo con l'Avv. Rossella Angiolini.

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